| Il quinto giorno Schätzing Frank |

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| American Tabloid James Ellroy |

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| Abissi d'acciaio Isaac Asimov |

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| American Vertigo Bernard-Henri Lévy |

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| Negri, froci, giudei & co. G. Antonio Stella |

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| Profondo blu Jeffery Deaver |

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| I fratelli Karamazov Fedor Dostoevskij |

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| Finzioni Jorge Luis Borges |

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| Racconti matematici Antologia |

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| Manuale del perfetto turista Beppe Severgnini |

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| Neanche gli dei Isaac Asimov |

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| Da zero a infinito John D. Barrow |

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| Inchiesta su gesù Corrado Augias - Mauro Pesce |

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| Visioni di robot Isaac Asimov |

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Visioni di Robot è un volume che raccoglie una buona parte dei racconti di Asimov sui robots ed è impreziosito da una serie di interessanti saggi dello stesso autore sulle probabili future applicazioni della robotica nella vita di tutti i giorni (ed anche se può permetterselo devo però ammettere che se la tira un pò troppo sul fatto di aver inventato il termine "robotica" e le sue famose tre leggi...). Tra i brani proposti troviamo "Robbie" il primo racconto di Isaac sulla robotica scritto da diciannovenne e il popolare "L'uomo bicentenario". Troviamo inoltre molti degli spunti e dei personaggi che hanno ispirato il film "Io, Robot" anche se per la verità la trasposizione di alcuni personaggi (vedi la robopsicologa Susan Calvin) non è stata molto fedele (per ovvi motivi commerciali, nel film non è proprio una acida vecchia zitella come nei racconti). Segnalo che esiste anche un'altra raccolta chiamata proprio "Io, Robot" uscita molto tempo prima di questa, che è più breve, ha in comune molti dei racconti contenuti in "Visioni di Robot" ma cerca di presentarli in modo più coeso fra loro. |
| La mente nuova dell'imperatore Roger Penrose |

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Ho scoperto questo libro grazie allo stupendo blog di Amedeo Balbi, keplero.org e, pur consapevole che avrei capito solo metà degli argomenti trattati, ho ceduto alla tentazione di leggerlo. Beh, in realtà ero stato ottimista, le 600 pagine trattano un'infinità di problemi fisico-matematici con una complessità che è ben diversa dalle didattiche spiegazioni di Asimov. Il pretesto del libro è la dimostrazione che una mente umana non è replicabile artificialmente tramite una serie di algoritmi opponendosi alla teoria della IA forte che invece sostiene la possibilità di dotare prima o poi una macchina di autocoscienza. Per fare ciò si parte dal concetto di macchina di Turing e si arriva alle teorie sullo spazio-tempo, la relatività e il libero arbitrio. Nonostante tutto sono contento di averlo letto, se non pretendiamo di essere scientificamente convinti dalla tesi di Penrose il libro non delude ed anzi ci fornisce la curiosità necessaria per approfondire alcuni degli argomenti proposti. |
| Vestivamo da Superman Bill Bryson |

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A differenza di gran parte della sua bibliografia in questo libro di Bill Bryson non si parla di viaggi nello spazio ma nel tempo, in particolare nella giovinezza dell'autore. E qui emergono tutta una serie di ricordi di quell'epoca ora vista dall'autore come ingenua e piena di speranze e che ha visto l'arrivo nella vita degli americani di invenzioni come gli elettrodomestici, i coloranti per il cibo e l'energia nucleare. Il libro infatti scorre attraverso i divertenti episodi che hanno scandito la crescita dell'autore a Des Moines, Iowa, non certo il centro del Mondo... Insomma, un racconto che si legge piacevolmente dall'inizio alla fine (a differenza di alcuni suoi diari di viaggio dove alla lunga il suo stile poteva stancare) e consigliato soprattutto agli amanti degli States. |
| Dune Frank Herbert |

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Quando vidi per la prima volta il film "Dune" di Lynch non avevo ancora letto il romanzo di Herbert e devo ammettere che non ci ho capito molto, o almeno non sono riuscito ad apprezzare i vari aspetti della trama che sembrava scivolare via troppo velocemente. Poi ho scoperto il motivo: è impossibile racchiudere in 137 minuti una storia così complessa dove i pensieri e le paure dei personaggi rubano la scena all'azione vera e propria. Il risultato è quindi un film che può risultare "lento" e incomprensibile a chi non ha familiarità con la storia ma che appassiona chi l'ha letta perchè, nonostante le numerose e pesanti licenze del regista, riesce a ricreare l'atmosfera particolare del romanzo pur presentando una trama assai semplificata. Il racconto è ambientato 21.000 anni nel nostro futuro in un mondo che, nonostante veda l'umanità sparsa nell'universo, è ritornato ad un modello feudale gestito da grandi casate e che ha rifiutato la robotica puntando allo sviluppo delle facoltà mentali. In esso si intrecciano ecologia, religione e politica ed è stato fonte di ispirazione per tutte le successive produzioni fantascientifiche, come gli stessi autori hanno ammesso. Un classico. |
| Guida galattica per gli autostoppisti Douglas Adams |

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E' probabilmente il libro di fantascienza più assurdo che abbia mai letto. Douglas Adams infatti punta a coinvolgere il lettore con un umorismo surreale e non si preoccupa minimamente di fornire delle spiegazioni scientificamente plausibili agli eventi, per questo viene considerato come il capostipite della fantascienza umoristica. Insomma qui ci si trova agli antipodi rispetto ad Asimov ma proprio per questo è una lettura più leggera e adatta ad un pubblico molto vasto non necessariamente nerd. |
| L'aquila e il pollo fritto Vittorio Zucconi |

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| Gli spiriti non dimenticano Vittorio Zucconi |

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| La Casta Sergio Rizzo - Gian Antonio Stella |

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Di solito mi tengo ben lontano da qualsiasi cosa sia di moda, il fatto che si diffonda fra la gente è quasi una garanzia che sia una sciocchezza o che a me non piacerà. E' per questo motivo che ho guardato con scetticismo ma anche interesse anni fa all'uscita del libro "La Casta", un successo enorme che ha dato il via ai soliti inutili discorsi utopistici sull'antipolitica. A me non interessa cambiare il mondo, almeno non ora, nè mandare a casa tutti i politici, lascio volentieri il compito a Grillo e i suoi seguaci, a me interessano i fatti ed i fatti effettivamente ci sono in quel libro visto che non è stato ad oggi smentito in alcuna sua parte. Ho quindi letto con piacere con qualche anno di ritardo la seconda edizione de "La Casta" ed ho trovato quello che purtroppo temevo: abbastanza motivazioni da creare nella gente un desiderio di rivoluzione. Poi però ci si guarda attorno e si ritrova lo stesso malcostume, cinismo e maleducazione nella gente che ci circonda e la rabbia diventa rassegnazione. I politici sono l'immagine degli italiani, hanno solamente più potere e gran parte della popolazione si comporterebbe come loro. |
| Per chi suona la banana Marco Travaglio |

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Le 530 pagine del libro raccolgono articoli ed editoriali scritti da Marco Travaglio dal marzo 2007 al settembre 2008 (Prodi II e Berlusconi III). I pezzi da una parte sono dei veri e propri atti di accusa (suffragati da prove giudiziarie, e qui Travaglio dà il suo meglio) verso Berlusconi e la sua coalizione, dall'altra sono delle irriverenti prese in giro al suicidio politico della sinistra. Tutto è molto condivisibile anche se ciò che mi lascia un pò perplesso è la mancanza di una autocritica dal punto di vista del cittadino. Mi spiego meglio. Per compiacere il grande pubblico l'autore si riferisce ai vari personaggi della politica attraverso dei soprannomi caricaturali che fanno ad un primo impatto un certo effetto ma alla lunga sembrano come degli adattamenti della realtà a misura di bambino, o nel nostro caso un pubblico scarsamente colto ed in genere poco interessato alla politica che viene dipinto da Travaglio come vittima di un sistema e non meccanismo e causa. E' questo il principale difetto che trovo negli articoli che pure in gran pare condivido, ma per alcuni può essere anche un pregio. |
| Chiedilo a Mike! Michael Moore |

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Durante la febbre per le imminenti elezioni americane e attendendo speranzoso l'elezione di Obama ho deciso di leggere questo breve libro di Michael Moore, autore che apprezzo molto pur trovando a volte fastidiosa l'eccessiva retorica e parzialita delle sue opere (sempre meglio di Beppe Grillo comunque...). Il rischio di presentare fatti veri e buone idee in questo modo è infatti, secondo me, quello di farsi comunque apprezzare da chi condivideva già prima il tuo punto di vista ma di venir inevitabilmente bollato come inutile propaganda, e quindi ignorato, dal resto del pubblico. Nonostante questa premessa ammetto comunque che a me il suo stile piace. E mi è piaciuto anche questo libro che, non sarà un capolavoro, ma durante la campagna elettorale l'ho letto con interesse. Ora comunque ha esaurito il suo scopo ma può rimanere utile a ricordare i problemi dell'America e del mondo che purtroppo emergono solo quando si tratta di fare promesse alla gente. |
| La democrazia di Dio Emilio Gentile |

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Non chiedetemi il motivo ma sono stato incuriosito da questo libro scritto dallo storico italiano Enrico Gentile. In genere Gentile si occupa di dittature e totalitarismi ed è quindi significativo che in questo suo libro parli della più grande democrazia del mondo: gli Stati Uniti. E in effetti durante il libro ci si accorge di come Bush abbia basato il suo potere sulla santificazione dell'America come nazione eletta (e di conseguenza sua, uomo del destino) grazie alla rielaborazione di una religione americana. Ci accorgiamo di come la retorica delle cerimonie dell'11/09 siano permeate di religiosità e scopriamo con stupore la convinzione degli americani di agire nel modo giusto ed in nome di Dio riducendo pericolosamente la complessita della scena internazionale in una banale distinzione fra buoni e cattivi. Il libro presenta una mole impressionante di informazioni rigorosamente documentate, sondaggi e ricerche anche se alla lungo rischia un pò di ripetere in varie forme gli stessi concetti. L'argomento trattato è comunque interessante. |
| L'arte dell'inganno Kevin Mitnick |

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| La corsa del levriero Alex Roggero |

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In questo breve libro Alex Roggero racconta il suo viaggio da Pittsburgh a Los Angeles a bordo dei leggendari autobus della Greyhound. Passando attraverso piccole città e per strade secondarie lo scrittore ci racconta un'America di miserie quotidiane grazie anche alle testimonianze dei suoi numerosi compagni di viaggio, ognuno con la propria particolarissima storia. Il tutto è reso ancora più prezioso dal fatto che Alex è un fotografo e quindi descrive i luoghi e la natura circostante con particolare emozione. Da leggere tutto ad un fiato. |
| Il libro di fisica Isaac Asimov |

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Preso dalla lettura dei suoi romanzi di fantascienza, ho deciso di leggermi anche "Il libro di fisica" di Asimov sperando che i complessi temi trattati venissero esposti con chiarezza e semplicità. Beh, devo dire che le aspettative sono state appagate: nonostante l'intimidante lista dei capitoli ("1. Cosa è la scienza?", "2. L'universo", "3. Il sistema solare", "4. La Terra", "5. L'atmosfera", "5. Gli elementi", "7. Le Particelle", "8. Le onde", "9. La macchina", "10. Il reattore") il libro non annoia e alla fine raggiunge lo scopo di dare un'infarinatura molto generale sulla fisica anche a chi come me ne è a diguno. Resta comunque un bel mattone da quasi 600 pagine... |
| Fondazione e Terra Isaac Asimov |

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Fondazione e Terra è l'ultimo, e secondo me evitabile, romanzo del Ciclo della Fondazione di Asimov. Va detto che il mio giudizio non troppo positivo è influito dalla mia mancata conoscenza del Ciclo dei Robot a cui la storia fa spesso, anche se in modo sfumato, riferimento. Anche se scritto con il solito stile la trama non mi ha coinvolto particolarmente: la ricerca del pianeta Terra passando attraverso strani e fantasiosi mondi sembra più il pretesto per autocitarsi e ricollegarsi ai romanzi dei Robot piuttosto che sviluppare ulteriormente il discorso della Fondazione (il concetto del piano Seldon entra in gioco solamente alla fine e modo piuttosto marginale). Insomma il romanzo di per se non è neanche male ma non lo ritengo degno di chiudere un così bel Ciclo. |
| L'orlo della Fondazione Isaac Asimov |

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L'Orlo della Fondazione è, eliminando i due prequel, il quarto romanzo del ciclo della fondazione di Asimov nonchè il primo best seller dell'autore dopo 44 anni di scrittura. Premetto subito che questo libro mi è piaciuto molto nonostante lo abbia affrontato con scetticismo: scrivere un sequel 30 anni dopo la trilogia originaria puzzava di mera operazione commerciale. Ed invece anche se il piano Seldon passa un pò in secondo piano e così facendo si diluisce anche l'aspetto matematico presente nei primi romanzi a favore di soluzioni più astratte e fantasiose, la trama si mantiene comunque interessante ed i personaggi riescono comunque a coinvolgere. Secondo me il ciclo della Fondazione poteva tranquillamente finire qui... |
| Trilogia della Fondazione Isaac Asimov |

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Probabilmente il libro non ha bisogno di presentazioni, ma per chi non lo conoscesse va subito spiegata una cosa: non è Guerre Stellari. Qui infatti è la scienza la protagonista del racconto in particolare la psicostoriografia, un immaginario ramo della matematica che studia il futuro attraverso equazioni. Insomma non esiste niente di più stimolante per un nerd ma risulterà forse noioso agli amanti delle battaglie spaziali: nei romanzi della fondazione i conflitti vengono quasi sempre risolti con intelligenti mosse politiche o economiche. Parlo di romanzi perche in realtà la trilogia raggruppa 3 diversi libri ("Fondazione", "Seconda Fondazione" e "Fondazione e Impero") che ruotano attorno ad un unico tema conduttore: il cosiddetto Piano Seldon per la costituzione di un nuovo pacifico Secondo Impero Galattico. Alla fine questo tipo di fantascienza coinvolge molto anche perchè è più facile immedesimarsi in Hari Seldon il cui potere deriva non dalla "Forza" ma dalla conoscenza della matematica e della statistica rispetto ad un Luke Skywalker. |
| Notizie da un'isoletta Bill Bryson |

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| Una città o l'altra Bill Bryson |

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Questa volta Bryson ci racconta le sue avventure in giro per l'Europa durante il 1990 agganciandosi anche ai ricordi delle estati trascorse nel vecchio continente durante i suoi anni al college. Molti sono i paesi di cui si parla: Norvegia, Francia, Belgio, Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, Italia, Svizzera, Liechtenstein, Austria, Yugoslavia, Bulgaria e Turchia. Forse mai come in questo libro l'attenzione è data alle stranezze (almeno dal suo punto di vista) degli abitanti rispetto alle bellezze dei luoghi e proprio per questo va apprezzato: propone un punto di vista esterno, anche se molto parziale, ai cambiamenti dello stile di vita europeo. In conclusione non è certo il libro di Bryson che preferisco ma è pur sempre una lettura leggera, divertente e comunque consigliata. |
| America perduta Bill Bryson |

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In questo libro Bryson ritorna in America dopo 10 anni vissuti in Inghilterra e decide di intraprendere un viaggio di 22.500 km a bordo di una vecchia Chevrolet nei luoghi della sua giovinezza. I posti da lui visitati, a parte qualche eccezione, sono assolutamente fuori dalle tradizionali mete turistiche e proprio per questo motivo vengono evidenziati aspetti spesso da noi sconosciuti della realtà americana. In definitiva il quadro dell'America che emerge tra le righe non è proprio gratificante ma il tutto è costatemente reso meno amaro dall'umorismo con cui vengono trattati gli argomenti. Come ho notato anche successivamente negli altri suoi libri maggiore attenzione viene data alla prima parte del viaggio, in questo caso l'Est, rispetto alla seconda, il West, e questo è un peccato visto che gran parte di noi sogna di visitare proprio gli stati Occidentali. Ma ripensandoci in effetti questo era proprio lo scopo del libro. |
| Una passeggiata nei boschi Bill Bryson |

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Ho iniziato a leggere Bryson quando ancora non avevo iniziato la preparazione del mio recente viaggio nel Sud-Ovest Usa e me ne sono subito innamorato. La caratteristica dei suoi libri non è tanto la descrizione dei luoghi che visita quanto il racconto dei divertenti e surreali aneddoti provocati inevitabilmente dal suo particolare modo di viaggiare. Tra i 5 suoi libri che ho letto finora, questo è quello che preferisco forse perchè è stato il primo e forse perchè, a differenza di altri racconti, si focalizza su una singola impresa e la racconta dalla fase di preparazione al tentativo di realizzazione. L'impresa in questione si chiama Appallachian Trail ovvero il percorso di 3.400 km che si snoda lungo l'omonima catena montuosa e che parte dalla Georgia per finire nel Maine. Bill, giornalista quarantenne e fuori forma, decide di percorrerlo tutto in vari periodi in compagnia di un hikers ancora più improbabile, il suo amico Stephen Katz, affrontando vari problemi quali la fame, la stanchezza e soprattutto il pericolo orsi, vero tema dominante della prima parte del romanzo. Insomma un libro divertente che, anche se non vi spingerà a mettervi in marcia per l'Appallachia Trail, vi porterà a sognare la ribellione alla routine giornaliera e ad ordinare qualche guida turistica per pianificare un bel viaggio nella natura. O almeno questo è quello che è capitato a me. |








































